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“PREVENZIONE PRIMARIA”

COME NON METTERE A RISCHIO LA SALUTE DEL BAMBINO

Prefazione del dott. Gianni Tamino

AUTORI

PRIMA PARTE: L’ ALIMENTAZIONE – DOTT. LEONARDO PINELLI e MAURIZIO GRITTA

SECONDA PARTE: IL MOVIMENTO – GERMANA PRENCIPE per  F.I.A.B

TERZA PARTE: LA PREVENZIONE PRIMARIA dott. AGOSTINO DI CIAULA per I.S.D.E.

QUARTA PARTE: L’ESPERIENZA DEI GENITORI CON BAMBINI AMMALATI – ASS. MINERVA PELTI

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I fondi raccolti dalle offerte per il libro, saranno destinati a indagini territoriali e ricerche scientifiche, condotte e studiato con i medici ISDE, volte a individuare specifici fattori di rischio potenzialmente correlati  alle criticità territoriali oggetto di studio.

LIBRO PREVENZIONE PRIMARIA

ALIMENTAZIONE + MOVIMENTO =

PREVENZIONE PRIMARIA

 Un progetto promosso da Fondazione Iris, ISDE (medici per l’ambiente), FIAB (federazione italiana amici per la bicicletta), Minerva Pelti (associazione di genitori che hanno bambini malati di cancro). Un progetto destinato a sensibilizzare mamme e bambini, ma anche nonni e adulti in genere, perché tutti insieme, per i nostri figli, prendiamo coscienza dell’importanza di salvaguardare l’ambiente in cui viviamo, impariamo a difendere i beni comuni quali aria, acqua, terra, sapere, e a non inquinare adottando stili di vita rispettosi dell’ambiente e che contribuiscono a fare prevenzione primaria, a farci ammalare di meno, a rendere la vita dei bambini di oggi e di domani sempre meno minacciata da malattie che possono avere come causa l’inquinamento.

 Premesse:

Prevenzione Primaria. Il dizionario la definisce come “la forma classica e principale di prevenzione, focalizzata sull’adozione di interventi e comportamenti in grado di evitare o ridurre l’insorgenza e lo sviluppo di una malattia o di un evento sfavorevole.”

Già da questa definizione si deduce che la Prevenzione Primaria dovrebbe essere con le “P” maiuscole in quanto è la vera e unica prevenzione per le malattie. Ma se si prendono in considerazione le cause delle malattie si scopre che gran parte di esse vengono dall’ambiente o, meglio, dall’inquinamento dell’ambiente. Renzo Tomatis, medico, ricercatore e scienziato di fama mondiale, che ha lavorato a Chicago e a Lione e diretto per oltre un decennio l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) scriveva: “Quando si parla di prevenzione del cancro, tutti pensano alla cosiddetta diagnosi precoce, ma c’è una prevenzione che si può fare a monte, cercando non di limitare i danni della malattia diagnosticandola al più presto, quanto piuttosto di evitare l’insorgere del cancro, impedendo l’esposizione alle sostanze che lo provocano. La prevenzione primaria si occupa proprio di questo: fare ricerca sulle sostanze naturali o sintetiche per capire quali sono cancerogene e, una volta individuate, suggerire alle autorità sanitarie delle misure di salute pubblica per toglierle dalla circolazione. Si tratta di una strategia che protegge tutti – il ricco come il povero – ma purtroppo è bistrattata da scienziati, politici e autorità sanitarie”. (Dott. Lorenzo Tomatis – Da Tuttoscienze – La Stampa n° 1196, 7 settembre 2005)

Quanto affermava Tomatis per il cancro non solo è valido ancora oggi in oncologia, ma si può estendere ad altre malattie, quali quelle cardiovascolari, metaboliche, ormonali, del sistema respiratorio, del sistema nervoso, fino ai disturbi comportamentali e della crescita… Pensando ai bambini, è bene che sappiano molto presto ciò che è bene “buttare” dalla nostra vita (es. gli inceneritori, gli acquisti inutili, gli imballaggi non degradabili, l’uso indiscriminato dell’automobile e dei telefoni cellulari) e che cosa invece è bene introdurre (es. raccolta differenziata, creatività di riciclaggio, mobilità sostenibile e corretta alimentazione).

 Alimentazione. E’ importante scegliere un’alimentazione sana e rispettosa dell’ambiente come l’alimentazione biologica, che non usa pesticidi, né fertilizzanti chimici, ma adotta la rotazione delle colture e cerca di ricreare l’ecosistema più idoneo alle colture; in tal modo, l’ambiente se ne avvantaggia e aumenta la qualità del prodotto alimentare.

Motilità. Si considera che la motilità è indispensabile per  la crescita psicofisica dei bambini  e la bici è un bel modo di fare attività fisica, ma è anche un bel modo per spostarsi  senza inquinare per le mamme e i papà, senza ricorrere alle auto che caricano l’aria di sostanze tossiche e di polveri, che fanno male agli adulti e ancora peggio ai bambini. Occorre però pedalare nel rispetto del codice e, soprattutto, senza correre pericoli sulle strade.

Basterebbero questi comportamenti o, meglio,  stili di vita da parte di molti di noi per ottenere una maggiore prevenzione primaria: ci si ammalerebbe di meno, cosa molto importante quando si tratta di bambini, visto che i dati sulle patologie infantili, anche oncologiche, sono particolarmente inquietanti per il nostro paese in quanto più elevati della media europea.

Progetto:

Obiettivi specifici: l’idea è quella di arrivare a fissare una data annuale – la giornata della Prevenzione Primaria per la salute dei bambini durante la quale ricordare, diffondere, sostenere gli stili di vita più idonei per ammalarsi il meno possibile. La giornata servirebbe a richiamare l’attenzione sulla salute del bambino, ricordando nelle piazze, nelle scuole (se possibile), attraverso i media, ai politici di qualunque bandiera che occorre educare bambini e genitori per indurli a cambiare gli stili di vita sbagliati. Nella stessa giornata (o comunque in prossimità) si dovrebbero programmare convegni sul tema e promuovere gli stessi stili di vita corretti per la salvaguardia dei beni comuni quali l’acqua, l’aria, la terra e il sapere. E’ importante che anche il sapere venga considerato bene comune per diffondere la cultura per la salute. Nel frattempo si divulga la Prevenzione primaria in ogni modo, con pubblicazioni, sul sito web www.lasalutedelbambino.org, con convegni

Fundraising: per raggiungere gli obiettivi descritti sopra, ma soprattutto per dare vita allo scopo più importante che è quello di fare indagini e ricerche scientifiche sui territori dove i dati segnalano un aumento di malattie gravi per i bambini, serve raccogliere fondi. Tutti i modi sono importanti e possibili: si può fare una donazione, ed acquistare il libro.
I contributi raccolti (al netto delle spese documentate) saranno destinati a indagini territoriali e ricerche scientifiche, condotte sotto l’egida di medici ISDE, volte a individuare specifici fattori di rischio potenzialmente correlati  alle criticità territoriali oggetto di studio.