Pasta funzionale

Pasta Nidi Dape

IMPOVERIRE PER POI ARRICCHIRE?

CHE SENSO HA?!

Va bene che “fa e disfa l’è tut laurà” come dicono i milanesi, ma trattandosi di alimenti troviamo che non abbia molto senso impoverire ciò che la natura potrebbe offrirci per poi aggiungere artificialmente, chimicamente. L’uomo non è solo “chimica” anzi direi che l’uomo e la natura la chimica la tollerano poco. Ma, a proposito di alimenti manipolati, leggiamo cosa scrive la dott.sa Michela Trevisan sul sito www.nutrizionistiperlambiente.org

ALIMENTI “FUNZIONALI”: INDISPENSABILI?

Inizio a sentirmi vecchia in  questo mondo moderno, a pensare un po’ come mia nonna, soprattutto quando vedo spuntare sul mercato certi prodotti di “nuova concezione” come la pasta “funzionale” fatta con “nuovi sfarinati ricchi di vitamine, sostanze antiossidanti e proteine di alta qualità, ottenuti da grano duro decorticato e macinato con mulino a pietra, integrato con beta glucani di orzo (ricchi di fibra dietetica solubile e responsabili di un effetto prebiotico)… A questa miscela di sfarinati sono stati poi aggiunti – per la prima volta nell’industria della pasta – spore di batteri lattici del gruppo SFLAB (spore forming lactic acid bacteria) in grado di resistere alle alte temperature della cottura.” (www.ilfattoalimentare.it ) oppure il pane fatto con la farina a marchio registrato ®! che promette un pane di colore bianco ma con le stesse proprietà nutrizionali di quello integrale e molte altre proposte del mercato… non riesco a non domandarmi, ma perché dobbiamo mangiare i lattobacilli nella pasta e non pasta di buon grano duro e yogurt o crauti a parte? e perché non possiamo far abbattere l’acido fitico ai batteri della pasta madre invece che farlo togliere industrialmente? pagando per di più un prezzo aggiuntivo per marchi registrati e non a produttori che lavorano per noi per migliorare le caratteristiche del grano che mangiamo?

 Se la crusca ci disturba, possiamo acquistare farine semintegrali oppure procurarci un setaccio e toglierla, magari nel mentre setacciamo riusciamo anche a fermarci e pensare con la nostra testa!

 Se il nostro intestino si lamenta … cerchiamo di ascoltarlo, avrà sicuramente molto da dirci; invece siamo abituati a non ascoltarci, presi dalla fretta e dalla perenne necessità di efficienza, se l’intestino si gonfia e ci da noia togliamo frettolosamente gli alimenti, (spesso farina integrale e legumi), che fanno la “spia”, che ci stanno solo facendo un favore dicendo: c’è un problema quaggiù! … il problema nella maggior parte dei casi non lo creano loro, ma è creato dalla fermentazione di altri alimenti, spesso zucchero o latte, mangiati di fretta o  sotto pressione delle molte cose da fare.

 Forse allora dovremmo riuscire a soffermarci un po’ di più, ritornare ad usare ogni tanto il buonsenso unito alla capacità critica per riuscire a non lasciarci intrappolare nel business e iniziare veramente a  riprenderci cura di noi e della nostra salute, lasciando la strada della sempre maggior industrializzazione dei nostri alimenti, perché questo è solo imprenditoria…a fin di bene?

 Scusate per lo sfogo, ma sempre più spesso si vedono persone risolvere problemi intestinali “solamente” mangiando cibi meno industrializzati, e sempre più spesso vedo contadini semplici, che lavorano con il cuore,  in grosse difficoltà a causa di un mercato spietato. E la nostra salute sta proprio lì, nel mettere insieme l’ascolto di noi stessi con un’alimentazione genuina.